Olivia è figlia di Agneta Holst e Oliviero è il padre (fotografo).

Da piccola, quando sua madre iniziò lavorare alla Galleria dell’Ariete a Milano, poi allo Studio Marconi ed infine all’Ariete Grafica, frequentava spesso la Galleria per studiare o aiutare.

Iniziò quindi il suo percorso già giovanissima e quando la madre apre Megalopoli nel 1978, uno studio/atelier nel centro di Milano che progetta e produce oggetti e mobili creati da artisti italiani, Olivia si avvicina al mondo degli artisti, che frequentano anche la casa.

Segue la realizzazione di oggetti e mobili per l’uso quotidiano creati da tanti artisti, come: Ettore Sottsass, Enrico Castellani, Pietro Consagra, Alik Cavaliere, Carla Accardi, Giò Pomodoro, Mauro Lovi, Michelangelo Pistoletto, Piero Dorazio e Mimmo Paladino, oggetti che vengono poi esposti al Salone del Mobile a Milano per oltre 10 anni.

Oggi Olivia si è ispirata al progetto di sua madre, nella progettazione di Otto con Mauro Lovi come direttore artistico, un architetto che è anche artista, designer e scrittore. Un progetto immerso nel quotidiano del nostro tempo.

Un progetto dove lo spirito dell’arte incontra il sapere dell’artigianato locale e italiano, un sapere prezioso che stenta a sopravvivere.

Lo scopo è quello di produrre oggetti e mobili eseguiti con gli artigiani, nostra più grande risorsa artistica, creativa e manuale unica al mondo.

Un progetto che comunque parla un’altra lingua rispetto agli episodi che sembrano analoghi degli anni ottanta.

Grazie a Megalopoli nasce ora Otto luogo dell’arte: per continuare a far vivere l’Arte del Quotidiano.